Quando è indicata una psicoterapia

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Tutto quello che vuoi è dall’altra parte della paura

A tutti capita di attraversare periodi di stress, tristezza, lutti e situazioni conflittuali, e quando ci si sente giù può essere difficile rendersi conto che è arrivato il momento di affrontare il problema rivolgendosi ad uno psicoterapeuta. A parte le patologie diagnosticabili (disturbi di personalità, disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, etc..) o i sintomi evidenti che le accompagnano (ansia, attacchi di panico, umore disforico, etc..), ci sono molte altre situazione che andrebbero attenzionate e per le quali si rende necessaria un consulto psicologico. Del resto prima si cerca un aiuto più facile sarà affrontare il problema (concetto quest’ultimo che nella pratica medica è ben radicato, pensiamo alla frase “per fortuna lo abbiamo preso in tempo”).

Il basso tasso di persone che cercano cure psicologiche è da attribuire allo stigma e alle tante leggende metropolitane connesse alla figura dello psicoterapeuta e alla psicoterapia. Senza dubbio anche il cinema, la letteratura e la televisione per anni hanno contribuito alla creazione di queste false leggende. Fra queste il timore che solo i “pazzi” abbiano bisogno di una psicoterapia, che le cure siano troppo costose o durino troppo tempo,o ancora che l’aver bisogno di aiuto, il non riuscire a farcela da soli sia segno di debolezza. Prima di descrivere le condizioni che richiedono un consulto con uno psicoterapeuta fermiamoci un attimo a riflettere su alcuni pregiudizi che negli anni si sono formati sulla psicoterapia psicoanalitica e che, facendo ormai parte del sapere comune, a volte sono molto difficili da superare e impediscono a molte persone di chiedere aiuto ad un professionista:

  • In psicoterapia ci vanno i “pazzi”: la scelta di percorrere un percorso di psicoterapia a mio avviso è una scelta per persone intelligenti che con coraggio scelgono di impegnarsi per migliorare la propria vita, individuare i propri obiettivi e raggiungerli. Come diceva Albert Einsteinfollia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”.
  • La psicoterapia è costosa: la psicoterapia è un investimento su di sé. È molto più costoso, non solo in termini economici ma soprattutto in termini psichici non affrontare un problema piuttosto che affrontarlo. Ma vorrei chiarire questo punto con qualche esempio in modo da mettere in luce come una psicoterapia, grazie ai suoi effetti durevoli, possa fare risparmiare nel tempo risorse quali il denaro o altro, prevenendo dal fare scelte sbagliate. Pensiamo ad un uomo che, grazie ad un percorso psicoterapeutico, riesce a modificare alcuni suoi atteggiamenti che lo avrebbero portato a dover divorziare dalla moglie (non volendolo) e a doversi allontanare dai suoi figli; la psicoterapia in questo caso non solo permette a quest’uomo di vivere in modo pieno la famiglia, evitando disagi e traumi in tutti i componenti della famiglia stessa, ma evita anche tutta una serie di spese (avvocati, alimenti alla ex moglie, assegni di mantenimento ai figli) che inevitabilmente quest’uomo avrebbe dovuto sostenere. Oppure pensiamo a cosa può “guadagnare” chi, dopo un percorso di psicoterapia, riesce ad affrontare la vita senza essere paralizzato dall’ansia o da attacchi di panico in prossimità di occasioni importanti per il proprio futuro lavorativo, come ad esempio esami universitari o colloqui di lavoro, eventi davanti ai quali prima o si bloccava o metteva in atto dei comportamenti volti ad evitarli. Vista in questi termini la terapia ha un valore molto alto, che va oltre il denaro speso per investire su di sé.
  • La psicoterapia dura troppo tempo: anche questo è un pregiudizio antico collegato all’idea sbagliata che chi rimane a lungo in psicoterapia lo fa perché non ne trae beneficio. La verità è tutto l’opposto! Le persone, quando ne hanno l’opportunità, tendono a restare più a lungo in un trattamento analitico non perché non stanno ricevendo alcun aiuto, ma proprio perché lo stanno ricevendo.

Quali sono allora quei segnali che potrebbero indicare che è arrivato il momento di fissare un appuntamento? A mio avviso è consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia quando:

  • Tutte le sensazioni che si provano sono molto intense: tutti tendiamo ad arrabbiarci o a rattristarci, ma quando accade troppo spesso e troppo intensamente questo può alterare significativamente la propria capacità di funzionare.
  • È presente una tendenza ad essere catastrofici, a dare per scontato che possa accadere soltanto il peggio: questa forma d’ansia può risultare particolarmente debilitante.
  • Il malessere interferisce con le nostre attività quotidiane.
  • Evitiamo situazioni o luoghi per timore che possano crearci disagi.
  • Si è sofferto o subìto un trauma (lutto, separazione, cambiamento inaspettato), non si riesce a smettere di pensarci e gli stati emotivi conseguenti non evolvono entro un tempo ragionevole.
  • La sessualità non è più fonte di piacere e benessere ma di preoccupazione.
  • Per affrontare i propri problemi si è ricorso all’uso di una qualche sostanza (alcool, sostanze stupefacenti, psicofarmaci di cui si abusa oltre la prescrizione medica).
  • Il rapporto con il cibo è accompagnato da stress a causa della paura di ingrassare.
  • Si provano spesso inspiegabili mal di testa, mal di stomaco e c’è un evidente abbassamento delle difese immunitarie.
  • Quando, a causa di questioni di natura emotiva e psicologica si percepisce un cambiamento in negativo delle proprie performance lavorative.
  • Ci si sente distanti dalle attività che un tempo si amava svolgere.
  • Ci è stata diagnosticata una malattia cronica e disabilitante (tumore, diabete, cardiopatie, sclerosi multipla, aids, etc).
  • Quando le nostre dinamiche relazionali sono fonte di malessere per noi stessi e per gli altri.
  • Quando il nostro orientamento omosessuale è fonte di malessere.
  • Quando da lungo tempo si vive una condizione di malessere e disagio che invade la propria vita e che non si riesce a risolvere da soli, nonostante gli sforzi tentati per venirne fuori.
  • Quando i propri cari iniziano a dire che si sentono preoccupati per noi.
  • Quando il vissuto di benessere non fa più parte della propria esperienza di vita da lungo tempo.
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