Gaetano Massimo Barrale

Psicologo, psicoterapeuta, gruppoanalista a Palermo

massimo barraleMi chiamo Gaetano, Massimo Barrale, sono nato nel 1977 e sono uno psicologo specializzato in psicoterapia psicodinamica ad orientamento gruppoanalitico. Ho conseguito la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 2004 presso l’Università degli Studi di Palermo dove successivamente ho svolto il tirocinio post-laurea presso il Servizio di Counselling del COT (Centro Orientamento e Tutorato). Durante il periodo del tirocinio ho frequentato un Corso di Psicodiagnostica ed un Master sulla Gestione delle Risorse Umane nelle Organizzazioni di Lavoro.

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Mi occupo di:

Condizioni di disagio e malessere in adulti e adolescenti;
Elaborazione di esperienze traumatiche quali lutto, separazione, divorzio, malattie croniche e/o disabilitanti;
Conflitti di coppia, conflitti tra genitori e figli;
Difficoltà a realizzare il proprio progetto di vita;
Disturbi d’ansia, attacchi di panico, fobie (di spazi aperti, di animali, di luoghi troppo chiusi, dell’aereo, etc);
Ossessioni;
Disturbi dell’umore (depressione, bipolarismo, ciclotimia, maniacalità);
Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia);
Ipocondria e disturbi somatoformi;
Problematiche legate alla sfera sessuale e dell’identità di genere (impotenza, eiaculazione precoce, vaginismo, mancanza di desiderio sessuale, etc);
Disturbi del sonno;
Dipendenze (da sostanze, da farmaci, da alcool, da internet, dal gioco d’azzardo);
Disturbi di personalità.

 



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Attività

Psicoterapia individuale per adulti e adolescenti;
Psicoterapia di gruppo;
Psicoterapia di coppia;
Psicoterapia familiare;
Consulenza e sostegno psicologico.



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Metodo di lavoro

Spesso chi si rivolge ad uno psicoterapeuta non sa esattamente di cosa ha bisogno. Le possibili risposte ad una richiesta di aiuto da parte di uno psicoterapeuta sono molteplici e dipendono dal grado di malessere di cui fa esperienza chi richiede la consulenza... (leggi tutto)

Ogni sintomo è una forma di comunicazione non verbale.

Ognuno di noi è un individuo unico. Per quanto le categorie diagnostiche aiutino i professionisti della salute mentale a trovare un linguaggio comune per parlare dei sintomi e dei disagi psichici (e a volte aiutano anche i pazienti a ridurre la loro angoscia rendendo il loro malessere qualcosa di meno misterioso e quindi meno preoccupante: “se quello che provo si chiama così allora è conosciuto e il professionista che ho davanti saprà come aiutarmi”), è anche vero che durante un percorso di psicoterapia lo psicoterapeuta non ha a che fare con uno o più sintomi, ma con una persona che soffre e fa esperienza anche di quei sintomi. In quest’ottica i sintomi sono una forma di comunicazione non verbale e vanno contestualizzati all’interno della storia della persona che ne soffre, del suo contesto affettivo, sociale, culturale e lavorativo, nel periodo storico in cui insorgono e nel loro decorso. I sintomi sono dei “campanelli d’allarme” che il nostro corpo ci invia per comunicare che qualcosa a livello inconscio non va.

Il cervello è un oggetto materiale che produce oggetti immateriali, e che da oggetti immateriali è capace di essere modificato

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